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IL BALLO

Apriamo l'argomento musicale con un breve chiarimento su una tipologia di ballo che rappresenta spesso una novità per molti animatori (specialmente chi utilizza i sussidi di Milano). Stiamo parlando dei bans.
Il bans differisce dai balli ordinari perché nasce con l'intento specifico di coinvolgere il gruppo divertendolo. Il testo non contiene rimandi educativi, è facile da memorizzare e spesso suggerisce direttamente i passi da eseguire, che quindi diventano più che altro gesti, mimiche. Avremo allora il "ballo del robot" che si interpreta muovendosi a scatti, oppure il "ballo del cammello", del quale simuleremo la gobba e così via.
Il bans, per le sue peculiarità, ha la prerogativa di uniformare con sorprendente efficacia l'intera compagnia, da chi è più impacciato nel muoversi al ballerino di danza moderna, dal bimbo di prima elementare al ragazzo delle medie. E' davvero difficile che un bans, se ben condotto ed interpretato, non riscuota il successo sperato.
Quando siamo a corto di bans (in genere quelli forniti dal sussidio non bastano per tutte le settimane), o in alternativa ad essi, possiamo ricorrere agli immortali balli di gruppo, che si possono ascoltare nella sezione.

Nella sezione Downloads sono a disposizione bans e balli di gruppo

Dopo questo breve preludio teorico, veniamo ora al sodo.
Cominciamo affermando che, complessivamente, il nostro obiettivo come animatori deve essere quello di sfruttare il CreGrest come potenziale educativo, ma anche di fare in modo che l'impressione globale del ragazzo nei riguardi dell'esperienza estiva susciti un ricordo positivo. Il ricordo, infatti, è educativamente costruttivo perché, radicandosi, più o meno consciamente, nel ragazzo stesso, lo spinge in un futuro prossimo a far tesoro e ad agire in osservanza di quei principi e valori che il CreGrest, tramite l'indispensabile mediazione da parte di noi animatori, gli ha trasmesso.
Ci viene in aiuto, nello svolgere questo complesso compito di "creazione di ricordi", nientemeno che la musica. I brani che ogni anno proponiamo ai ragazzi si fondono con i momenti più belli che hanno vissuto e diventano strumento estremamente efficace per perseguire il nostro obiettivo. Così, ogni volta che i ragazzi sentiranno i brani che hanno imparato, si ricorderanno dell'estate, dei giochi, degli amici, delle gite, magari con un lieve accenno di malinconia e di pelle d'oca...

Oltretutto, a detta di numerosi ragazzi, balli e canti hanno la funzione di caratterizzare il tema suggerito dal sussidio e di "legittimare" quella tradizionale euforica atmosfera a cui siamo abituati. Per dirla in termini pratici, parecchi di loro, nel corso della settimana supplementare organizzata in seguito al termine ufficiale del CreGrest (durante la quale non abbiamo ballato) ci hanno fatto notare quanto fosse evidente la mancanza della melodia dei canti e dei bans e che "si sentiva che il Cre era finito".

Far ballare dei ragazzi non è facile. Innanzitutto, dobbiamo conoscere i gesti a memoria ed esserci preventivamente accordati (più avanti parleremo della "riunione animatori"), così che tutti ci muoviamo allo stesso modo ed eseguiamo gli stessi passi, senza creare confusione tra i ragazzi. Non preoccupiamoci se i gesti ci sembrano troppo difficili: loro imparano molto più rapidamente di noi; è sufficiente che balliamo con sicurezza e il più possibile in sincronia. Se invece non conosciamo il ballo, ci porremo tra i ragazzi e, mentre diamo un occhiata a loro, lo impareremo dagli altri animatori.
La disposizione dei ragazzi non è significativa e può variare a seconda delle esigenze: se abbiamo spazio possiamo formare un cerchio, in caso contrario li sistemeremo in file.

Mentre insegniamo un ballo, è importante far intendere ai ragazzi che crediamo in quello che stiamo facendo: mettiamoci un po' di voglia, di grinta, sorridiamo se ci riesce, così che il nostro entusiasmo contagi anche loro. Come si è già visto per il momento del gioco, è importante, per le medesime motivazioni, che nessuno dei ragazzi, tantomeno degli animatori, si autoassolva dal suo dovere di partecipazione. Se ciò dovesse avvenire durante il ballo, che, anche se meno dispersivo, è, per sua natura, più difficilmente gestibile rispetto al gioco, si innescherebbe ben presto una sorta di reazione a catena, tale per cui il primo che si prende la libertà di fare altro viene immediatamente seguito dagli altri. Di questo passo si viene a creare uno stato di confusione e di disordine che non è costruttivo e fa venir meno l'aspetto "organizzato" dell'attività.

Dal punto di vista quantitativo, non è consigliabile insegnare troppi balli ai ragazzi. Ogni settimana poniamo l'attenzione su di un brano proposto dal sussidio, a cui potremo aggiungere un bans/ballo di gruppo ed eventualmente un canto. Complessivamente, il momento del ballo deve mantenersi intorno alla mezz'ora di durata e non eccedere i quaranta minuti, che sono più che sufficienti per introdurre i nuovi brani e ripassarne qualcun'altro. Se poi avanza ancora del tempo, si può pensare di riproporre qualche brano dei CreGrest passati, facendolo scegliere dai ragazzi.

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