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LA FESTA SERALE

La funzione della festa

Si organizza una festa serale, in cui siano presenti anche i genitori, innanzitutto per mostrare loro cosa i ragazzi hanno concluso nel corso di ogni settimana.
Ma c'è di più. In linea generale, possiamo affermare che ognuno di noi, a qualsiasi età, vive in un contesto sociale ben definito, che contribuisce, nel tempo, a formare il proprio carattere. Il ricevere o meno l'approvazione di un terzo è fortemente condizionante per un bambino, al punto che il proprio senso civile, sociale e individuale evolve verso una direzione più o meno corretta in relazione alle personalità con cui instaura rapporti e che approvano e condividono il suo modo di agire e pensare. E' già vero che il Cre, per sua insita natura e grazie al contributo di animatori e educatori, offre ai ragazzi un'occasione importante e unica nel suo genere per maturare una coscienza individuale e collettiva che sia il più possibile positiva. Ma è altrettanto vero che il Cre non è eterno, dura soltanto qualche settimana e, al di là di eventuali incontri paralleli durante la stagione invernale, i ragazzi non avranno più modo di stare insieme in un contesto analogo. Chi allora deve farsi carico di assicurare una continuità educativa che parta dal Cre e si prolunghi e radichi in tutte le occasioni esterne è, ovviamente, il genitore. Cogliamo allora la motivazione più profonda e significativa della festa serale: i ragazzi vedono i loro genitori, in un contesto del tutto diverso da quello quotidiano, sostenere la loro attività e quindi sono ancora più motivati a portarla avanti, superando l'oggettiva contingenza del Cre. Per questo è importante, se possibile, coinvolgere attivamente anche i genitori nel corso della festa, invitandoli a partecipare a balli e giochi.

Quando?

Il giorno ideale è il Venerdì sera, innanzitutto perché la settimana di Cre è appena terminata e ciò ci permette di garantire una certa continuità, in secondo luogo perché spesso i genitori non lavorano il Sabato e quindi si riduce il rischio che alcuni di essi non possano essere presenti per esigenze lavorative.

Dove?

Se ne abbiamo la possibilità, sarebbe bello scegliere un'ubicazione pubblica, ad esempio la piazza, che ci permette di usufruire di maggiore spazio e di promuovere la nostra iniziativa in tutto il paese. Parlando di scenografie, abbiamo analizzato la possibilità di realizzare degli elementi mobili: ci serviranno proprio in occasione delle feste, per caratterizzare e dare un po' di colore alla piazza.

Chi?

E' necessario che qualcuno tra il nostro staff si assuma il compito di condurre la serata. Ovviamente c'è chi è più o meno portato a parlare e a stare al centro dell'attenzione. L'importante è che chiunque si prenda questa responsabilità non lo faccia per esibizionismo, anche perché i risultati sono spesso scadenti. Se, invece, siamo tendenzialmente timidi, cerchiamo di accettare e vincere la vostra ansia, evitando di ripensare continuamente al fatidico momento in cui toccherà a noi. I requisiti sono chiari: entusiasmo, sicurezza, convinzione e chiarezza nelle spiegazioni. Scendendo più nei dettagli troviamo:

Gestualità. Convinti ma spontanei. Non ripariamo in imitazioni forzate, volgari o offensive: non servono a far divertire chi ci ascolta, più che altro ci rendono patetici.

Posizione. Mai dietro le barricate! Puntare sempre sul faccia a faccia, perciò via ogni barriera tra noi e il pubblico e poniamoci al centro della scena.

Movimenti. Rimanere immobili per troppo tempo è impossibile e sbagliato. Bisogna muoversi, ma nel modo giusto, perciò ricordiamo che è consigliabile:

  • Camminare mentre si parla, anche per scaricare l'energia nervosa;

  • Avvicinarsi nel frattempo al pubblico per poi tornare al punto centrale.

Ricordiamoci inoltre, specialmente quando parliamo ai ragazzi, di fare delle pause di tanto in tanto, per far sì che possano fare il punto della situazione:

  • Chiediamo spesso: «Avete capito?»;

  • Lasciamo spazio per chiarire i dubbi;

  • Riepiloghiamo con parole chiave: «Quindi...».

Cosa?

Quando è tutto pronto e i primi ospiti cominciano ad arrivare, metteremo un po' di musica, per ingannare l'attesa. Meglio evitare di scegliere al momento i brani, tantomeno di interrompere la riproduzione di un pezzo quando non è ancora terminato, cosa estremamente fastidiosa per chi ascolta.

All'orario prestabilito (in genere le 21, al massimo 21:30) toglieremo la musica e apriremo la serata.
I contenuti della nostra serata possono essere molti, tuttavia è importante non superare la durata limite di un'ora e mezza.
La nostra scaletta somiglierà a questa:

  • Eventuale jingle di apertura

  • Breve introduzione a ragazzi e genitori

  • Sigla (inno del Cre)

  • 1° gioco

  • Brano della settimana

  • Brano settimana precedente

  • 2° gioco

  • Bans della settimana

  • Bans settimana precedente

  • Sigla (inno del Cre)

Come?

La scaletta deve essere già stata preparata e il materiale multimediale necessario inserito in una lista di riproduzione su PC o lettore mp3, pronto per essere riprodotto. Se avete bisogno di qualche ragguaglio di tipo tecnico sull'attrezzatura necessaria per la festa e su come allestirla, leggete l'articolo "La tecnologia in Oratorio". Diamo ora una rapida occhiata ai momenti principali.

INTRODUZIONE. Si tratta di un breve preambolo volto ad introdurre ai ragazzi la serata e ai genitori le occasioni educative offerte dal tema del CreGrest.

BALLI E BANS. Apriamo le danze con il brano che abbiamo individuato dal sussidio come inno. Creiamo un grande cerchio con i ragazzi, così che tutti possano vedersi, e balliamo insieme a loro la sigla: conosceranno già i passi, che abbiamo insegnato loro durante la settimana. Lo stesso vale per gli altri balli e bans.

GIOCHI. E' opportuno prepararli precedentemente, durante il Cre. Il Venerdì, come abbiamo già visto a inizio sezione ("Per cominciare"), è la giornata in cui "si prepara" la festa. Quindi, dopo aver scelto con i ragazzi i giochi da eseguire alla sera, magari mediante sondaggio ad alzata di mani e solo dopo aver escluso a priori quelli che tecnicamente non sono realizzabili in piazza (es. giochi con l'acqua), li testeremo in Oratorio, individuando già le squadre per la sera. Così, durante la festa, dovremo solo rispolverare rapidamente il regolamento e completare le squadre nel caso ci sia qualche assente. Se il numero dei ragazzi è eccessivo per poter pensare di farli giocare tutti insieme, li suddivideremo in gruppi di età differenti, così che i più piccoli partecipino al primo gioco e i grandi al secondo.

Così come durante la giornata, è importante che, anche alla festa, gli animatori siano costantemente presenti e collaborino assistendo il conduttore e partecipando ai balli: è inutile chiedere ai genitori di sostenere i loro figli se siamo noi i primi a mostrare indifferenza in quello che fanno. Al termine avremo tutto il tempo per scambiare quattro parole.

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