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LA RIUNIONE

Per riunione intendiamo un incontro tra animatori, educatori e Don, che si tiene al termine della settimana di Cre per fare il punto della situazione e preparare la settimana successiva.

La riunione è composta, prima di tutto, da una parte pratica, in cui facciamo rientrare i seguenti lavori:

  • Sistemare l'Oratorio;

  • Allestire le aule adibite ai laboratori creativi e il materiale necessario;

  • Collaudare i balli della settimana successiva;

  • Registrare le presenze degli animatori per la settimana successiva.

Il momento successivo è di tipo colloquiale e diplomatico. Il Cre ci obbliga per parecchie ore al giorno e quasi per tutta la settimana, ad un contesto sociale che non dipende dalla nostra volontà, quindi a relazioni più o meno accette con altre persone. Non è raro quindi che, per le più svariate motivazioni, si vengano a creare tensioni tra noi e altri animatori, responsabili o ragazzi. Ci si siede, allora, a tavolino e si rendono note le eventuali problematiche inerenti il gruppo animatori-educatori e i rapporti con i ragazzi, cercando di risolverle o di trovare un compromesso.

 

Riguardo quest'ultimo aspetto occorre spendere qualche parola in più. Qui di seguito riportiamo alcune regole, adattate dal manuale  "Scuola per animatori" (Elledici), da tenere a mente durante la fase assembleare.

 

Ascoltare senza interrompere. Ogni componente ha il diritto, nel bene o nel male, di dire la sua. Quando le voci si sovrappongono non si ha modo di cogliere le motivazioni e le responsabilità e quindi di individuare una soluzione.

Essere sinceri. Esponiamo le nostre idee in tutta onestà, senza mirare ai nostri interessi. Inoltre. non aspettiamo la fine per commentare o controbattere quanto si è detto nella riunione.

Accettare le opinioni divergenti dalle nostre. Non dobbiamo ritenere offensivo per il nostro orgoglio un qualsiasi intervento che controbatte la nostra tesi, ne' accanirci contro chi non ci ha dato ragione. Anzi, in linea teorica, i rapporti di amicizia e simpatia dovrebbero essere temporaneamente abbandonati nel corso della riunione, proprio per consentire una valutazione assolutamente obiettiva e per evitare ripercussioni successive. Più semplicemente, non è detto che il nostro amico, in quanto tale, debba necessariamente manifestare il proprio consenso verso di noi; accettare le eventuali divergenze senza compromettere i rapporti personali è difficile, ma ci rende dei professionisti a tutti gli effetti.

Pensare prima di parlare. Durante il dibattito noi animatori contiamo per quanto esce dalla nostra bocca: allora, giochiamoci al meglio le nostre carte, evitando di esprimerci con frasi fuori luogo o offensive.

Parlare solo a proposito. Interveniamo solo se la nostra idea è inerente e funzionale all'argomento che si sta trattando,  in modo conciso ed diretto, lasciando da parte le parole e le digressioni inutili.

Prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Il diritto di dire la nostra cresce proporzionalmente all'impegno che abbiamo dimostrato nel corso della settimana, relativamente ai requisiti fondamentali del Cre e nel mettere in pratica quanto si era convenuto in occasione della precedente riunione.

 

Concludiamo con un'ultima osservazione.  E' nostro dovere fare in modo che le eventuali difficoltà sorte nel contesto Cre non traspaiano di fronte ai ragazzi. Rimanderemo quindi le eventuali discussioni, che, anche se non sembra, hanno un forte impatto emotivo su di loro, alla riunione di fine settimana, o, quantomeno, al termine della giornata.

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