Ascoltare senza interrompere. Ogni componente ha il diritto, nel bene o nel male, di dire la sua. Quando le voci si sovrappongono non si ha modo di cogliere le motivazioni e le responsabilità e quindi di individuare una soluzione. Essere sinceri. Esponiamo le nostre idee in tutta onestà, senza mirare ai nostri interessi. Inoltre. non aspettiamo la fine per commentare o controbattere quanto si è detto nella riunione. Accettare le opinioni divergenti dalle nostre. Non dobbiamo ritenere offensivo per il nostro orgoglio un qualsiasi intervento che controbatte la nostra tesi, ne' accanirci contro chi non ci ha dato ragione. Anzi, in linea teorica, i rapporti di amicizia e simpatia dovrebbero essere temporaneamente abbandonati nel corso della riunione, proprio per consentire una valutazione assolutamente obiettiva e per evitare ripercussioni successive. Più semplicemente, non è detto che il nostro amico, in quanto tale, debba necessariamente manifestare il proprio consenso verso di noi; accettare le eventuali divergenze senza compromettere i rapporti personali è difficile, ma ci rende dei professionisti a tutti gli effetti. Pensare prima di parlare. Durante il dibattito noi animatori contiamo per quanto esce dalla nostra bocca: allora, giochiamoci al meglio le nostre carte, evitando di esprimerci con frasi fuori luogo o offensive. Parlare solo a proposito. Interveniamo solo se la nostra idea è inerente e funzionale all'argomento che si sta trattando, in modo conciso ed diretto, lasciando da parte le parole e le digressioni inutili. Prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Il diritto di dire la nostra cresce proporzionalmente all'impegno che abbiamo dimostrato nel corso della settimana, relativamente ai requisiti fondamentali del Cre e nel mettere in pratica quanto si era convenuto in occasione della precedente riunione. Torna su SEZIONE "IN PRATICA" TERMINATA TORNA ALL'INIZIO
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