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PRONTO SOCCORSO

Si sbucciano sugli scivoli, volano dalle altalene, si ingozzano con il cibo, cadono dalle biciclette, si spaccano le gambe giocando a calcio... Una delle cose in cui i ragazzi riescono meglio è... farsi male! Quando si è in Oratorio può capitare che vi siano infortuni o problemi di salute di vario genere e grado. Per questo motivo è consigliabile preparare una cassetta del pronto soccorso da tenere in Oratorio o da portare con sé durante le uscite.
Questa sezione vi offre qualche dritta su come agire nei casi specifici. Potete anche scaricare la versione stampabile, da sistemarla sulla cassetta in modo che sia sempre a disposizione di chi ne ha bisogno.
P.S. Alla fine del Cre avrete avuto a che fare almeno con il 70% dei casi indicati!

 

Crampo
L’obiettivo, anche se doloroso, è quello di riportare forzatamente il muscolo alla sua posizione di riposo.

  • Crampo al polpaccio: distendere tutta la gamba e quindi spingere la punta del piede verso il capo;

  • Crampo alla coscia: far sedere a terra la persona e allungare la gamba facendo  pressione sul ginocchio;

  • Crampo al piede: appoggiare la parte anteriore a terra e fare forza su questa. 

Abrasione o ferita da taglio
In genere è sufficiente pulire con cura la ferita, partendo dall’interno e poi andando verso l’esterno, con una garza imbevuta di disinfettante indolore oppure, se la ferita è sporca, di acqua ossigenata.
Se non è strettamente necessario, evitare il cerotto: aderisce alla ferita, rendendo problematica e fastidiosa la successiva rimozione e rallenta la guarigione; l'aria è il miglior cicatrizzante.


Ferita con schegge
Se i frammenti emergono dalla cute, disinfettare con cura l'area circostante. Quindi rimuovere le schegge con l'ausilio di una pinzetta, dopo averla disinfettarla mantenendola per almeno un minuto su una fiamma. Se la manovra si presenta troppo complessa, ricorrere al medico.

Mantenere inoltre disinfettata la lesione. Se, dopo qualche ora, la parte lesa tende ad arrossarsi o a far male può essere segno di infezione: ricorrere al medico.

 

Colpo di calore

I colpi di sole leggeri (mal di testa, spossatezza, vertigini, nausea, sudore freddo) possono essere curati tenendo il paziente all’ombra (o in ambiente con aria condizionata) e applicando sulla testa asciugamani imbevuti di acqua fredda. Gli si possono far bere tre o quattro bicchieri di acqua fredda contenenti ciascuno mezzo cucchiaino di sale, uno ogni quarto d’ora.

Per i casi più gravi (svenimento):

  1. Mettere l’infortunato subito in luogo fresco o almeno all'ombra;

  2. Sdraiarlo, con la testa e le spalle leggermente sollevate;

  3. Versargli addosso secchi di acqua fresca oppure avvolgergli testa e corpo in asciugamani e lenzuola imbevuti di acqua fredda;

  4. Sollevargli le gambe portandole verso l'alto, in modo da favorire l'afflusso di sangue alla testa;

  5. Somministrare bevande fredde;

  6. Chiamare il medico.

Ematoma

L'ematoma si differisce dalla comune abrasione, perché avviene a livello sottocutaneo. Appare come un rigonfiamento che inizialmente è rosso: è dovuto alla fuoriuscita di sangue da vasi sanguigni lesi da un trauma. Nei giorni successivi all'evento il colorito della lesione tende a mutare passando dal rosso cupo iniziale al bluastro ed al giallognolo, variazione dovuta al riassorbimento dell'emoglobina presente nei globuli rossi usciti dai vasi.
Applicare immediatamente una borsa del ghiaccio, o spruzzare ghiaccio "spray": il freddo esercita una potente azione sulla circolazione sanguigna, riducendo il flusso di sangue ai vasi lesionati. Subito dopo spalmare pomate, creme o gel in grado di favorire il riassorbimento del sangue uscito dai vasi.

 

Perdita di sangue dalle narici
In genere non occorre preoccuparsi eccessivamente: nei bambini le leggere emorragie del naso spesso insorgono spontaneamente, senza essere necessariamente legate a particolari patologie.

Tenere il soggetto seduto. Schiacciare tra indice e pollice le ali del naso per 10 minuti. Questo può facilitare la formazione di un coagulo sui vasi sanguigni lacerati.
Se l’emorragia non si ferma, infilare un tampone di carta ripiegata (dello spessore di 6 mm circa) sotto il labbro superiore e poi premere energicamente il labbro sul tampone. Ciò può provocare la chiusura dei vasi sanguinanti.
Se anche questo in questo modo non si raggiunge lo scopo, tamponare la narice sanguinante con una striscia di garza sterile, lasciandone all’esterno l’estremità per poterla togliere agevolmente. Tenere il paziente sdraiato, con la testa sollevata e applicargli sulla faccia un panno bagnato d’acqua fredda. Continuare a stringere le ali del naso.

Punture di api, calabroni o vespe

Tutti questi insetti pungono solo se provocati. Le api una volta sola, perché il loro pungiglione penetra nella pelle, mentre calabroni e vespe possono pungere più volte. Normalmente causano un forte dolore con arrossamento della zona colpita, ma nelle persone predisposte possono potenzialmente provocare uno shock anafilattico.

Applicare ghiaccio sulla parte colpita per limitare l’infiammazione. Estrarre con cura il pungiglione, se questo è rimasto all’interno dell’epidermide, usando una pinzetta sterile e dopo aver disinfettato con cura l’area circostante (con acqua ossigenata o soluzione disinfettante). Applicare inoltre una crema antistaminica, se la pelle non è screpolata.

Se si è a rischio allergico e il soggetto non è munito dell'apposito kit per l'iniezione predosata di adrenalina, chiamare immediatamente il pronto soccorso o i genitori.

 

Distorsione

E' una lesione dei legamenti con lacerazione, ma solitamente senza rottura. Interessa soprattutto il ginocchio e la caviglia. A seconda della gravità il soggetto può avvertire o meno la sensazione di strappo del legamento. Nei casi più critici può avvenire la fuoriuscita di sangue nella sede articolare, che appare molto arrossata e tumefatta. Compare un forte dolore e il movimento è bloccato.

Sollevare l’articolazione colpita e mettetela in posizione comoda. Porre sopra una borsa di ghiaccio o un impacco freddo per calmare il dolore e il gonfiore.

  • Distorsione alla caviglia: evitare di far camminare l’infortunato o di farlo stare in piedi. Se si è obbligati a farlo camminare, fasciare la caviglia usando una benda elastica: incominciare dalla base delle dita del piede, procedendo regolarmente e stringendo con moderazione, per non compromettere la circolazione. Se la lunghezza della benda lo consente si può arrivare fin sotto al ginocchio.

E' consigliabile in ogni caso richiedere l'assistenza di uno specialista che quantifichi la gravità dell'infortunio. Le distorsioni vengono spesso trascurate, dato che il soggetto, in genere, si ristabilisce nel giro di qualche giorno. In realtà, se il legamento ha subìto un danno consistente, senza opportuni interventi la sua cicatrizzazione avviene in maniera scorretta, predisponendo il soggetto ad ulteriori distorsioni. In alcuni casi si rende necessaria una specifica attività di riabilitazione presso un fisioterapista, o addirittura l’ingessatura.

 

Emorragia

Tenere sdraiato il soggetto per prevenire lo svenimento e chiamare il pronto soccorso.

Per arrestare l’emorragia premere fortemente sulla ferita con tutta la mano una compressa di garza sterile (o un assorbente igienico o un asciugamano di bucato o infine la cosa più pulita che si ha a portata di mano). Non usare il laccio emostatico, se non si è stati addestrati a farlo: può essere pericoloso perché va a privare tutti i tessuti a valle di ogni apporto di ossigeno.

Quando l’emorragia si è arrestata fissare la compressa di garza con una fasciatura stretta, senza tuttavia compromettere la circolazione. Non toccare la ferita con materiale non sterile e con le mani non accuratamente lavate, se non in casi urgenti.

 

Frattura
Chiamare il medico o l’ambulanza.

Nel frattempo fare sdraiare l'infortunato, se possibile, in modo da prevenire possibili svenimenti e applicare una borsa di ghiaccio sulla zona dolente.
Se l'estremità dell’osso fratturato sporge dalla pelle (frattura esposta) e l’emorragia è grave, fermarla senza cercare di riportare l’osso al suo posto.
Se si tratta di una frattura della colonna cervicale o dorsale, del bacino o del cranio non muovere assolutamente il paziente.

 

Ingestione di corpi

Si sospetta la presenza di un corpo estraneo quando la vittima presenta difficoltà a respirare e porta le mani alla gola. La cute del volto diventa di un rosso acceso ma con il passare del tempo, se la difficoltà a respirare persiste o si aggrava, il colorito può diventare bluastro.

Non tentare di afferrarlo con le dita: è meno efficace della tosse e può spingerlo ancora più in basso.
Se la tosse non è sufficiente tenere il ragazzo con la testa in giù e dargli qualche energico colpo sulla schiena, tra le scapole.
Se il soggetto è troppo grande per porlo in tale posizione, eseguire la manovra di Heimlich, ossia:

  • Porsi dietro al soggetto e cingerlo con le braccia;

  • Unire le mani, serrate a pugno, in corrispondenza della parte più alta dell'addome, cercando di non comprendere le costole;

  • Esercitare con i pugni una pressione brusca e molto intensa. Ripetere la manovra in rapida successione per 5 volte.

Se il corpo estraneo non si sposta, chiamare il pronto soccorso e continuare con la manovra di Heimlich.
Continuare anche in caso di perdita di conoscenza, eseguendo la manovra con l'infortunato sdraiato a terra.
In caso estremo eseguire la respirazione bocca a bocca.
Infine, in rari casi il corpo estraneo si spinge così in basso da liberare e consentire ad almeno uno dei polmoni di riprendere a respirare. Chiamare comunque il medico se il corpo estraneo non è stato espulso dalla gola, anche se cessa di dare disturbo: può infatti provocare disturbi di vario genere, acuti e cronici e, soprattutto, complicazioni infettive.

 

Strappo muscolare

Il dolore è spesso lieve durante lo sforzo, perché il muscolo è ancora "caldo". In seguito diventa forte, con impossibilità di muoversi, ed è accentuato dal minimo movimento. Possono comparire gonfiore e un ematoma localizzato.

Applicare immediatamente una borsa del ghiaccio, o spruzzare ghiaccio "spray" se non vi sono ferite o abrasioni.

Restare a riposo per alcuni giorni ed eventualmente associare antinfiammatori prescritti dal medico.

 

Trauma cranico
Il soggetto presenta i sintomi del trauma cranico se:

  • E' stordito o svenuto;

  • Perde sangue dalla bocca, dal naso o dalle orecchie;

  • Le pupille sono inegualmente dilatate;

  • Vomita a getto;

  • Manifesta una paralisi di una o più estremità;

  • Accusa mal di testa o vertigini.

In alcuni casi l'infortunato può apparire del tutto normale e avere una passeggera perdita di conoscenza o una perdita di memoria nei riguardi dell’incidente occorsogli, per poi cadere nell’incoscienza in seguito. Tuttavia esiste sempre il pericolo di una emorragia cerebrale e di altre gravi complicazioni successive.

In caso di trauma cranico chiamare immediatamente il pronto soccorso. Tenere l'infortunato sdraiato e fermo finché giungono i soccorsi; non permettergli di sedere o di camminare e non somministrare alcolici o altre bevande. Se sta soffocando per la presenza di sangue o vomito, valutare la possibilità di porlo in posizione laterale.

 

Ustione da ortica

Applicare un cubetto di ghiaccio, o acqua fresca, per lenire il dolore e il prurito.

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